Dopo l'uscita del rapporto DOE sull'impatto dell'emissione di gas serra sul clima USA
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Subito i gruppi e i ricercatori "credenti" nel cambiamento climatico causato dall'uomo si sono organizzati -come al solito- per:
Alcuni degli autori del rapporto (Judith Curry e Roy Spencer ma anche Roger
Pielke jr i cui lavori sono stati utilizzati nel Report) hanno pubblicato
commenti nei rispettivi siti web
(Es.
https://judithcurry.com/2025/09/02/doe-climate-assessment-report-feedback/#more-32334;
https://www.drroyspencer.com/2025/07/some-thoughts-on-our-doe-report-regarding-co2-impacts-on-the-u-s-climate/;
https://rogerpielkejr.substack.com/p/a-red-team-climate-report)
In questo post sul suo sito Pielke jr commenta la fine del gruppo di lavoro (forse connessa a denunce): "the Trump administration on September 3 officially dissolved the Department of Energy’s “Climate Working Group.”
A me sembra che questa fine sia una sconfitta per tutti e soprattutto per la verità, ma sicuramente quanto scritto nel Report non scomparirà e (forse) farà nascere dubbi sulla "religione climatica" che negli USA si sta sfaldando (ma anche in altri luoghi, addirittura in Europa, in profonda crisi economica dopo il covid, le sanzioni contro la Russia e i dazi USA qualcosa si sta muovendo e sembra che anche l'Australia abbia qualche debole sussulto).
Ma non di questo voglio parlare: ho recentemente letto un post di Jennifer Marohasy (JM, scettica climatica australiana ma anche ricercatrice su vari argomenti, in particolare sulla vita e lo stato di salute della Grande Barriera corallina) che attacca il Report e in particolare Judith Curry
| My reading of the new report, with Curry as a
coauthor, is that it is a shocking betrayal of the traditional scientific
method. La mia lettura del nuovo rapporto, con Curry come coautrice, è che è uno scioccante tradimento del metodo scientifico tradizionale |
Sottolinea che il gruppo di lavoro in pratica
Stavo meditando sulle sue parole quando ho trovato, nei commenti, uno scritto di James Doogue, lungo, pacato e che condivido in pieno. Inizia con:
| I think you are being too harsh on the 5 authors of the recent DOE report. Their remit was to determine the impact of GHGs of the US climate, not to critique the current Climate Science accepted beliefs or come up with a new climate modelling system. |
"Among other things, our report presents the evidence supporting the view that:
(1) long-term warming has been weaker than expected; (2) it’s not even known how much of that warming is due to human greenhouse gas (GHG) emissions; (3) there are good reasons to believe the warming and increasing CO2 effects on agriculture have so far been more beneficial than harmful to humanity; (4) there have been no long-term changes in severe weather events than can be tied to human GHG emissions; and (5) the few dozen climate models now being used to inform policymakers regarding energy policy are not fit for purpose.E, rivolto a JM, sottolinea l'ultima frase: NOT FIT FOR PURPOSE! Exactly what you are saying."
È vero: nel rapporto il problema non era quello di dimostrare la
falsità dell'IPCC, ad esempio promuovendo una nuova visione (diciamo un
nuovo modello climatico) in contrasto con quella attuale, il che avrebbe
richiesto un tempo e un numero di pagine molto più lunghi, ma era
quello di mostrare come le ipotesi e le conclusioni dell'IPCC fossero
discutibili e che i dati sperimentali permettono ipotesi alternative. In
particolare, quasi tutta la teoria IPCC si basa sulla presenza indiscussa di
retroazioni (feedback) sempre positive (quelle negative sono pochissime e
incidono quasi nulla sul clima): le retroazioni positive portano tutte verso
la catastrofe (climatica o totale non fa differenza) e gran parte dell'opinione
pubblica è convinta che i feedback siano solo positivi; non pensa che se la
Terra esiste da 4 miliardi di anni, da qualche parte e in qualche periodo
della sua vita i feedback negativi devono essere stati presenti ed essere
stati anche molto efficaci e potenti, viste le vicissitudini geologiche,
climatiche, astronomiche che il pianeta ha dovuto sopportare e visto che
siamo ancora qui (... e neanche messi troppo male).
Purtroppo il concetto della non esistenza delle retroazioni positive che
agiscono su lunghi periodi (quelle di breve periodo esistono e sono subito
contrastate da feedback negativi che riportano le cose a posto) è difficile da
"digerire", soprattutto quando si crede che l'uomo sia capace di modificare
il clima o pesantemente il corso naturale degli eventi, e richiede un
periodo di tempo molto lungo per essere estesamente assimilato. I feedback
positivi che già conosciamo sono ad esempio la polvere da sparo, la dinamite,
la massa critica dell'uranio e tutti noi abbiamo visto o letto gli effetti
distruttivi (ma istantanei) di queste sostanze. Ma, in modo o nell'altro,
"il sistema" che ha subito i loro effetti li ha riassorbiti (e, nel momento
attuale di guerre e distruzioni in corso, li riassorbe ogni giorno).
Io credo che sia questo il concetto che deve passare ... con i suoi tempi. E anche attraverso un contrasto "dolce" alle idee mainstream attuali, ad esempio facendo vedere gli aspetti che non tornano.
Un altro aspetto importante considerato dall'IPCC è che il Sole (e le variazioni delle sue emissioni) non è in grado di condizionare il clima e che il bilancio tra energia entrante (dal Sole) ed energia uscente (dalla Terra), in presenza di gas serra (anidride carbonica CO2, vapore acqueo ed altri), è "sbilanciato" a favore di un'energia che resta intrappolata nell'atmosfera e la scalda (effetto serra; ovviamente è un feedback positivo la cui evoluzione porta alla catastrofe). A questo proposito ho trovato una spiegazione alternativa che non richiede effetto serra per ricostruire la temperatura globale media osservata: la ritengo una possibilità davvero interessante ma lascio al lettore la libertà di formarsi una propria idea e fornisco i link ad una pagina web dell'autore (Joseph E. Postma) e a due articoli scientifici che descrivono la matematica e la fisica del suo modello.