Un commento sul report DOE di luglio 2025

Franco Zavatti

Dopo l'uscita del rapporto DOE sull'impatto dell'emissione di gas serra sul clima USA

Climate Working Group (2025): A Critical Review of Impacts of Greenhouse Gas Emissions on the U.S. Climate. Washington DC: Department of Energy, July 23, 2025, link; Versione italiana (grazie a Lo Stilita Colombino)




A destra gli autori del rapporto, il Climate Working Group (immagine da WUWT)

R. McKitrickDOES. Koonin
J. ChristyJ. CurryR. Spencer

il Dipartimento dell'Energia USA ha messo a disposizione uno spazio per raccogliere i commenti e le critiche del "mondo climatico", per valutare ed eventualmente modificare il rapporto.

Subito i gruppi e i ricercatori "credenti" nel cambiamento climatico causato dall'uomo si sono organizzati -come al solito- per:

  1. Screditare gli autori del Report, definendoli "negazionisti climatici" (cosa che non sono) e trascurando il fatto che sono tutti ricercatori molto qualificati, alcuni dei quali hanno in passato contribuito alla stesura dei Rapporti IPCC (John Christy, Judith Curry, Roy Spencer per quanto ne so, ma forse anche Ross McKitrick).
  2. Organizzare una campagna a livello mediatico, anche chiedendo a tutti gli autori degli articoli citati nel rapporto se i loro risultati fossero stati riportati correttamente e pubblicando sui loro siti (es. Carbon Brief) i commenti ricevuti in risposta.
I commenti sono stati molti e molto articolati ma il "contro-rapporto" messo in piedi dai "credenti" contiene incongruenze che lo rendono non un rapporto scientifico ma politico e quindi di nessun valore. Un'analisi comparata dei due rapporti è stata pubblicata sul sito WUWT (Whats Up With That, da cui ho tratto le foto degli autori del rapporto DOE) da D. Wojick che evidenzia le differenze su alcuni argomenti e sottolinea il fatto che i credenti riportano "orgogliosamente" alcuni articoli della stampa che si rifanno al trito argomento del consenso (es. "85 scienziati rifiutano ...") e che lasciano il tempo che trovano e squalificano il loro contro-rapporto.

Alcuni degli autori del rapporto (Judith Curry e Roy Spencer ma anche Roger Pielke jr i cui lavori sono stati utilizzati nel Report) hanno pubblicato commenti nei rispettivi siti web (Es. https://judithcurry.com/2025/09/02/doe-climate-assessment-report-feedback/#more-32334;
https://www.drroyspencer.com/2025/07/some-thoughts-on-our-doe-report-regarding-co2-impacts-on-the-u-s-climate/;
https://rogerpielkejr.substack.com/p/a-red-team-climate-report)

In questo post sul suo sito Pielke jr commenta la fine del gruppo di lavoro (forse connessa a denunce): "the Trump administration on September 3 officially dissolved the Department of Energy’s “Climate Working Group.”

A me sembra che questa fine sia una sconfitta per tutti e soprattutto per la verità, ma sicuramente quanto scritto nel Report non scomparirà e (forse) farà nascere dubbi sulla "religione climatica" che negli USA si sta sfaldando (ma anche in altri luoghi, addirittura in Europa, in profonda crisi economica dopo il covid, le sanzioni contro la Russia e i dazi USA qualcosa si sta muovendo e sembra che anche l'Australia abbia qualche debole sussulto).

Ma non di questo voglio parlare: ho recentemente letto un post di Jennifer Marohasy (JM, scettica climatica australiana ma anche ricercatrice su vari argomenti, in particolare sulla vita e lo stato di salute della Grande Barriera corallina) che attacca il Report e in particolare Judith Curry

My reading of the new report, with Curry as a coauthor, is that it is a shocking betrayal of the traditional scientific method.
La mia lettura del nuovo rapporto, con Curry come coautrice, è che è uno scioccante tradimento del metodo scientifico tradizionale

Sottolinea che il gruppo di lavoro in pratica

L'aspetto che più mi ha colpito nel commento di JM è però non tanto il contenuto ma l'astio con cui si rivolge agli autori del Report e in particolare a Judith Curry. Leggo da tempo il suo blog (recentemente è passata a Substack) e non avevo mai notato un simile atteggiamento.

Stavo meditando sulle sue parole quando ho trovato, nei commenti, uno scritto di James Doogue, lungo, pacato e che condivido in pieno. Inizia con:

I think you are being too harsh on the 5 authors of the recent DOE report. Their remit was to determine the impact of GHGs of the US climate, not to critique the current Climate Science accepted beliefs or come up with a new climate modelling system.

E continua scrivendo che lo scopo vero del gruppo di lavoro era quello di sottolineare le incongruenze dei modelli IPCC; riporta a questo proposito i 5 punti espressi da Roy Spencer nel suo blog:

"Among other things, our report presents the evidence supporting the view that:

(1) long-term warming has been weaker than expected;

(2) it’s not even known how much of that warming is due to human greenhouse gas (GHG) emissions;

(3) there are good reasons to believe the warming and increasing CO2 effects on agriculture have so far been more beneficial than harmful to humanity;

(4) there have been no long-term changes in severe weather events than can be tied to human GHG emissions; and

(5) the few dozen climate models now being used to inform policymakers regarding energy policy are not fit for purpose.
E, rivolto a JM, sottolinea l'ultima frase: NOT FIT FOR PURPOSE! Exactly what you are saying."

È vero: nel rapporto il problema non era quello di dimostrare la falsità dell'IPCC, ad esempio promuovendo una nuova visione (diciamo un nuovo modello climatico) in contrasto con quella attuale, il che avrebbe richiesto un tempo e un numero di pagine molto più lunghi, ma era quello di mostrare come le ipotesi e le conclusioni dell'IPCC fossero discutibili e che i dati sperimentali permettono ipotesi alternative. In particolare, quasi tutta la teoria IPCC si basa sulla presenza indiscussa di retroazioni (feedback) sempre positive (quelle negative sono pochissime e incidono quasi nulla sul clima): le retroazioni positive portano tutte verso la catastrofe (climatica o totale non fa differenza) e gran parte dell'opinione pubblica è convinta che i feedback siano solo positivi; non pensa che se la Terra esiste da 4 miliardi di anni, da qualche parte e in qualche periodo della sua vita i feedback negativi devono essere stati presenti ed essere stati anche molto efficaci e potenti, viste le vicissitudini geologiche, climatiche, astronomiche che il pianeta ha dovuto sopportare e visto che siamo ancora qui (... e neanche messi troppo male).
Purtroppo il concetto della non esistenza delle retroazioni positive che agiscono su lunghi periodi (quelle di breve periodo esistono e sono subito contrastate da feedback negativi che riportano le cose a posto) è difficile da "digerire", soprattutto quando si crede che l'uomo sia capace di modificare il clima o pesantemente il corso naturale degli eventi, e richiede un periodo di tempo molto lungo per essere estesamente assimilato. I feedback positivi che già conosciamo sono ad esempio la polvere da sparo, la dinamite, la massa critica dell'uranio e tutti noi abbiamo visto o letto gli effetti distruttivi (ma istantanei) di queste sostanze. Ma, in modo o nell'altro, "il sistema" che ha subito i loro effetti li ha riassorbiti (e, nel momento attuale di guerre e distruzioni in corso, li riassorbe ogni giorno).

Io credo che sia questo il concetto che deve passare ... con i suoi tempi. E anche attraverso un contrasto "dolce" alle idee mainstream attuali, ad esempio facendo vedere gli aspetti che non tornano.

Un altro aspetto importante considerato dall'IPCC è che il Sole (e le variazioni delle sue emissioni) non è in grado di condizionare il clima e che il bilancio tra energia entrante (dal Sole) ed energia uscente (dalla Terra), in presenza di gas serra (anidride carbonica CO2, vapore acqueo ed altri), è "sbilanciato" a favore di un'energia che resta intrappolata nell'atmosfera e la scalda (effetto serra; ovviamente è un feedback positivo la cui evoluzione porta alla catastrofe). A questo proposito ho trovato una spiegazione alternativa che non richiede effetto serra per ricostruire la temperatura globale media osservata: la ritengo una possibilità davvero interessante ma lascio al lettore la libertà di formarsi una propria idea e fornisco i link ad una pagina web dell'autore (Joseph E. Postma) e a due articoli scientifici che descrivono la matematica e la fisica del suo modello.

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    fz 16.9.2025