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Cattura di aragoste nel Maine (USA), 1881-2021

Franco Zavatti

Il 25 agosto 2024 il New York Time ha pubblicato un articolo in cui si afferma che la pesca delle aragoste nel Maine (ME) può essere il "canarino nella minera di carbone" degli USA (scrivono America ma credo si riferissero agli Stati Uniti) nel senso che la produzione di aragoste può essere un indicatore precoce dei pericoli connessi al cambiamento climatico.
Ma questa affermazione non è vera: infatti il Dipartimento delle risorse marine (DMR) dello stato del Maine pubblica una tabella (link locale) sullo stato della raccolta di aragoste, in quantità (tonnellate e libbre) e in valore (milioni di dollari), senza dimenticare il numero di licenze di pesca, il numero di trappole e la temperatura dell'acqua dell'oceano, dal 1880 (con qualche mancanza di dati) al 2021.
La tabella dice cose molto diverse dai "pericoli del global warming": ad esempio, la raccolta annua è mostrata in figura 1.
Fig.1: Raccolta annuale di aragoste nel Maine, in migliaia di tonnellate. Dalla tabella del DMR.

Come si vede, dal 1945 al 2016 si è passati da 10 a 60 mila tonnellate l'anno, con una crescita che non sembra indicare i pericoli della "crisi climatica" (semmai il contrario) e la diminuzione, fino a circa 45 mila tonnellate annue, dal 2017 al 2021, non può essere certo causata dal clima (forse dalla meteorologia o magari da qualche fattore locale o economico).
Il valore commerciale della raccolta ha una crescita simile a quella della figura 1; in questo caso entrano in gioco anche fattori che esulano dalla pesca vera e propria, tipo l'inflazione.
La cattura delle aragoste è aumentata anche se dal massimo del 1974 il numero delle licenze è diminuito fin quasi a dimezzarsi nel 2021 (da 10523 a 5763, v. la tabella; un calo del 55%). Il sito NOAA che si occupa di "clima e aragoste" mostra, nell'immagine gif animata che riproduco di seguito, l'evoluzione della raccolta di aragoste (la quantità) dal 1967 al 2014.

Fig.2: Gif animata che mostra l'evoluzione nel tempo (1967-2014) della raccolta di aragoste lungo la fascia di oceano Atlantico che va dalla Virginia al Maine. Da sottolineare come la produzione si sia spostata sempre più verso nord, fino ad essere quasi del tutto concentrata nel solo Golfo del Maine, dal quale era pressocchè assente all'inizio della serie.

Si vede nettamente come la cattura si sia spostata verso nord, in pratica scomparendo da stati come Virginia, Maryland, Delaware e accumulandosi in Massachusset e Maine.
Lo stesso sito NOAA ci mostra, in una mappa dei trend di temperatura marina globale, come il Golfo del Maine sia uno dei luoghi al mondo dove la temperatura marina è aumentata con un ritmo maggiore (dalla mappa sembra che il tasso di crescita sia 0.36 °F/anno, cioè 0.022°C/anno) e veniamo informati che le aragoste stanno bene e in salute fino a una temperatura di 20°C; temperature più alte provocano loro stress e vari problemi di salute.

D'altra parte la tabella dello stato del Maine fornisce anche la temperatura dell'acqua, misurata a Boothbay Harbor, che si presenta come in figura 3
Fig.3: Temperatura dell'acqua a Boothbay Harbor dal 1905 al 2021. La pendenza calcolata è esattamente quella fornita dalla mappa globale NOAA. La probabilità legata al parametro t-stat è il noto p-value che indica la bontà del risultato (vedere nota in fondo al post).

Un paio di considerazioni sulla figura 3:

  1. La mappa globale NOAA fornisce la pendenza (il trend) dal 2004 al 2013 come 0.022°C/anno mentre la figura 3 ci mostra la stessa pendenza dal 1905 al al 2021: questo significa che non ci sono stati cambiamenti nel trend e che si tratta di tranquilla crescita della temperatura marina per la quale non è necessario alcun catastrofismo ma è sufficiente pensare all'uscita dal periodo freddo della PEG (Piccola era Glaciale) o ad altra causa naturale.
  2. La figura 3 mostra che si è lontani dai critici 20 °C di malessere per le aragoste e che quindi gli spostamenti osservabili in figura 2 non dipendono dalla "crisi climatica" che ha scaldato il mare (il segretario generale ONU, Guterres, direbbe che lo ha fatto bollire!) ma da fattori diversi.
Il commento di un esperto (R.Wahle, Univ. del Maine) fa riferimento proprio alle temperature troppo alte delle zone a sud di figura 2. Avrà certamente le sue ragioni, ma a me sembra che una temperatura media (linea rossa di figura 3) di circa 8.6°C nel 1960 e di circa 10 °C nel 2021 nel golfo del Maine sia tale da non doversi aspettare temperature di 8-10 gradi centigradi più elevate nelle zone di figura 2 da cui le aragoste sono scomparse (vedere anche questa tabella).

Quindi ribadisco che gli spostamenti delle aragoste verso il Maine, a nord, non dipendono dall'aumento insopportabile (per le aragoste) della temperatura marina, almeno stando ai dati di cui dispongo.

Un aspetto interessante di figura 1 è emerso dopo il calcolo del suo spettro.
Fig.4: Spettro Lomb dei dati di figura 1. A destra sono riportati, per confronto, alcuni massimi spettrali della regione del Pacifico equatoriale detta Nino 3.4, importante per la misura di El Nino-La Nina (ENSO, complessivamente). Per il calcolo dello spettro della regione Nino 3.4 si veda il sito PP04 (bande viola) e per una personale raccolta di periodi spettrali, questa foto.

Qui, sotto forma di cambi di pendenza e di massimi di bassa potenza (e quindi non di situazioni del tutto nette), si osservano periodi uguali o molto simili a quelli di ENSO (ne ho elencati 6) il che significa che la cattura delle aragoste risente anche di quanto succede nel Pacifico equatoriale le cui teleconnessioni, pur deboli, si fanno sentire anche nell'Atlantico del nord. Non mi aspettavo questa (debole) relazione quantità di aragoste-ENSO, per cui la mostro a futura memoria, senza ulteriori commenti.

Sitografia

  • https://climaterealism.com/2024/08/no-new-york-times-maine-lobsters-arent-dwindling-due-to-climate-change/ (original blog)
  • https://wattsupwiththat.com/2024/08/28/no-new-york-times-maine-lobsters-arent-dwindling-due-to-climate-change/ (reprinted in WUWT)
  • https://www.climate.gov/news-features/climate-and/climate-lobsters (NOAA page about lobsters)
  • https://www.maine.gov/dmr/sites/maine.gov.dmr/files/docs/lobster.table.pdf (dataset)

    Nota:
    Il parametro t-stat indica il valore della variabile "t" di Student (molto simile alla "σ" della gaussiana) al di là del quale l'area sottesa dalla distribuzione di Student rappresenta la probabilità di avere un valore casuale. La tabella di Student ci dice che tra 0 e t si ha una probabilità di 0.995 se t vale 2.58, il che significa che la probabilità a destra di t (e fino all'infinito) vale complessivamente lo 0.5%. Noi non abbiamo un valore di 2.58 ma di 8.8 per cui la prob. complessiva a destra di 8.8 è qualche ordine di grandezza minore di 0.5%, cioè la probabilità che il risultato sia casuale è molto, molto bassa. Questa probabilità corrisponde al p-value.
    In grafica:

    Tutti i grafici e i dati relativi a questo post si trovano nel sito di supporto


    1.9.2024