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La circolazione di Walker del Pacifico: una ricostruzione dell'ultimo millenio

Franco Zavatti

La circolazione di Walker del Pacifico (Pacific Walker Circulation o PWC) è strettamente accoppiata con la temperatura superficiale (SST) del Pacifico e forma la componente atmosferica di El Nino Southern Oscillation (ENSO), il modo dominante della variabilità climatica interannuale. Malgrado la sua importanza, sia la risposta di PWC alle forzanti radiative esterne sia la sua variabilità interna sono ancora mal comprese: ad esempio non c'è accordo sul fatto che la forzante antropica possa rafforzare la PWC, indebolirla, oppure non abbia alcuna influenza misurabile.
La maggior parte dei dati indica che dal 1992 al 2011 la PWC si è molto rafforzata ed ha, di conseguenza, mostrato una tendenza ad essere in uno stato "La Nina-like".
La circolazione di Walker del Pacifico viene misurata come pressione a livello del mare (SLP) oppure come sua variazione (anomalia) ΔSLP, entrambe misurate in hPa e rispetto alla media di un certo periodo (qui rispetto a 1960-1990). Valori più bassi di ΔSLP indicano una PWC più debole, una condizione più "El Nino-like".

Un articolo -Felster et al., 2023- si propone di valutare la variazione di PWC (cioè ΔSLP) tramite una ricostruzione multiproxy dal 1200 al 2000 CE e varie analisi e confronti (spettri delle varie sezioni del dataset, uso dell'analisi delle componenti pricipali [PCA], confronto con le eruzioni vulcaniche).
Io qui assumo che la ricostruzione sia attendibile, nel senso che non discuto le scelte fatte, produco le mie considerazioni in base a tale assunto ed uso una parte del loro ricco dataset per avere i valori annuali di ΔSLP (in hPa).
Anticipo nel riquadro le conclusioni del lavoro:
Non troviamo andamenti significativi di PWC nell'era industriale (1850-2000), in contrasto con il suo indebolimento simulato dalla maggior parte dei modelli climatici. Tuttavia uno spostamento nell'era industriale verso variabilità a più bassa frequenza suggerisce una impercettibile (subtle, ndT) influenza antropica. La ricostruzione suggerisce anche che le eruzioni vulcaniche possano innescare un indebolimento della PWC (cioè El Nino-like) simile a quello simulato dai modelli climatici.

I valori di PWC sono in figura 1, insieme allo spettro MEM.
Fig.1: La serie di ΔSLP ricostruita da Felster et al., 2023, dai dati disponibili nell'articolo. Da notare le sempre più ampie oscillazioni dopo il 1600 CE e una crescita media continua prima di questa data. Successivamente l'andamento complessivo è incerto anche a causa della forte variabilità dei dati. Lo spettro mostra massimi netti il cui periodo varia da 267 a 3.5 anni. Per confronto, il valore numerico del periodo varrà riportato anche nella figura successiva.

La prima cosa che si nota ad una semplice analisi visuale è che la serie può essere divisa in tre parti:

  1. Dal 1200 al 1599 CE l'andamento è crescente (da anomalie negative a positive) e la varianza dei dati è relativamente piccola.
  2. Dal 1600 al 1849 l'andamento è oscillante (in gran parte positivo) ma la varianza dei dati è nettamente superiore a quella del periodo precedente.
  3. Dal 1850 al 2000 l'andamento è mediamente costante, in presenza di oscillazioni molto ampie (la varianza è elevata)

Una considerazione aggiuntiva è che, dopo il 1600, non è più osservabile un netto trend (positivo o negativo). I trend si osservano, separatamente, se dividiamo il periodo successivo al 1600 in due parti (fino al 1850 e dopo questa data) ma sono affetti da cherry-picking, come vedremo.
Pur dato l'aspetto della divisione in tre parti, gli autori, almeno inizialmente, preferiscono evidenziare una eventuale variazione prima e dopo il 1850 (inizio dell'era industriale ma anche fine della Piccoa Era Glaciale, o PEG) per eventualmente osservare una variazione connessa (secondo loro) al forcing antropico di cui, come visto all'inizio, non si conoscono gli effetti su PWC.
La divisione in due parti è mostrata in figura 2 insiene agli spettri MEM delle singole sezioni
Fig.2: Il file dati di figura 1 diviso in due parti: prima e dopo il 1850. Nei quadri inferiori sono riportati separatamnete gli spettri delle due sezioni. Da notare la differenza in periodo e in potenza tra le due parti, tale da giustificare una netta separazione tra prima e dopo il 1850.

Malgrado la differenza di estensione delle due sezioni -che potrebbe giustificare una precisione diversa nel calcolo degli spettri- gli spettri appaiono molto diversi e tali, a mio parere, da giustificare una netta evoluzione nel passaggio pre- e post-era industriale o, nella mia visione, fine della PEG e inizio del riscaldamento successivo. Infatti, ad esempio, nello spettro della prima parte (verde) scompaiono del tutto i periodi inferiori a 10 anni, quelli che potremmo chiamare ENSO-like, che sono invece abbastanza ben visibili nello spettro della sezione post-1850 (rosso); non sono certo prominenti ma neanche trascurabili. È come se solo nel periodo post-1850 si fosse innescata una relazione PWC-ENSO che prima di questa data era inesistente o particolarmente debole. Il periodo iniziale mostra massimi da circa 22 fino a 260 anni mentre nel periodo recente i picchi sono compresi tra 60 e circa 3.5 anni. Nella figura 2 ho fatto una scelta grafica che probabilmente aumenta la confusione ma che permette un confronto (letteralmente a colpo d'occhio) con lo spettro della serie completa di PWC: ho lasciato il valore numerico dei periodi dei massimi spettrali della serie 1200-2000 CE che, siccome (figura 1) sono scritti immediatamente sopra i singoli massimi, forniscono un'idea del posizionamento e della potenza degli spettri di figura 1 rispetto a quelli di figura 2 e di come la situazione può cambiare quando invece della serie completa si usano due parti distinte della stessa.
Sarebbe importante un confronto tra gli spettri mostrati da Falster e colleghi nella loro figura 2 e quelli prodotti da me (figure 1 e 2), ma gli autori mostrano la proporzione dei singoli periodi negli spettri dei 4800 membri dell'insieme che contribuisce alla ricostruzione di ΔSLP, cioè in quale percentuale si osserva -su 4800 casi- un certo massimo spettrale si osserva. Un tale confronto con gli spettri di sezioni di una singola serie, come ho calcolato io, può essere solo vago e fumoso e, tutto sommato, fornisce poche indicazioni. Si può osservare che i massimi spettrali sono in gran parte gli stessi e che si osserva la diversa struttura per i massimi del periodo 1850-2000 (loro quadro C) che ho messo in evidenza poco sopra; poi che gli autori si sono fermati al periodo massimo di 75 anni mentre io ho visualizzato fino a 500 anni (non oltre, per evitare effetti al bordo in una serie di 800 anni).

Nell'ultima parte di questo post osservo il comportamento di PWC quando iul dataset viene diviso nelle tre parti definite dalla differenza di dispersione (1600 CE) e dal passaggio PEG-riscaldamento successivo oppure pre- e post-era industriale (1850). In prima istanza mostro la tabella con alcuni parametri statistici delle tre sezioni

pwc.dat: sections 1200-1599; 1600-1849; 1850-1999 CE
  N     SUM         AVE         SD          VAR         SKEW        KURT        MAX        MIN        RANGE
 400 -0.1248E+02 -0.3120E-01  0.1956E+00  0.3827E-01  0.4346E+00  0.3573E+01  0.5387E+00 -0.5676E+00  0.1106E+01
 250  0.4072E+02  0.1629E+00  0.2748E+00  0.7551E-01 -0.1896E+00  0.2719E+01  0.6970E+00 -0.7519E+00  0.1449E+01
 150  0.9756E+01  0.6504E-01  0.3577E+00  0.1279E+00  0.2350E-01  0.2104E+01  0.7533E+00 -0.7402E+00  0.1494E+01
dove le varianze (VAR) crescono progressivamente.
Fig.3: Divisione della serie ΔSLP in tre parti (1200-1599; 1600-1849; 1850-1999) per mettere in evidenza le diverse varianze e le pendenze dei fit lineari. Per le pendenze è bene sottolineare l'influenza del cherry-picking sul comportamento (parametri dei fit) se ad esempio si sceglie il 1800 invece del 1850 come separazione tra la seconda e la terza parte. I valori numerici sono sito di supporto.

e poi i parametri dei fit lineari delle singole sezioni dove i dati di interesse sono il parametro numero 2 (la pendenza), la sua deviazione standard e il t-stat, una misura del p-value (maggiore il valore assoluto, minore il p-value)
Linear fits of the 3-sections of pwc.txt

1st 1200-1599   Y=A1+A2X+A3X**2+...+AnX**(n-1)
   DEGREE OF POLYNOMIAL=1 No OF DATA= 400  RMS OF RESIDUALS =    0.173514
  *PEARSON CORR. OF (X,Y) (5=unknown) =   0.46279006633992908     
   COEFF OF DETERMINATION  OF (X,Y) R2 =   0.21524954793290629     
   CORRECTED COEFF OF DETERMINATION =   0.21633120395266964     
   PARAMETERS: (i,par,sd,t-stat)
           1  -1.1298394943646755       0.10550710830949983       -10.708657572628640     
           2   7.8502314352102160E-004   7.5133840357233372E-005   10.448329804366841     
      
2nd 1600-1849   Y=A1+A2X+A3X**2+...+AnX**(n-1)
   DEGREE OF POLYNOMIAL=1 No OF DATA= 250  RMS OF RESIDUALS =    0.274929
  *PEARSON CORR. OF (X,Y) (5=unknown) =    5.4730688473380709E-002
   COEFF OF DETERMINATION  OF (X,Y) R2 =    3.0195563990605967E-003
   CORRECTED COEFF OF DETERMINATION =    3.0439076603433436E-003
   PARAMETERS: (i,par,sd,t-stat)
           1 -0.19722469535653886       0.41586121059934023      -0.47425605064799897     
           2   2.0881387211622859E-004   2.4093797347334226E-004  0.86667065845198565     
      
3rd 1850-1999   Y=A1+A2X+A3X**2+...+AnX**(n-1)
   DEGREE OF POLYNOMIAL=1 No OF DATA= 150  RMS OF RESIDUALS =    0.357803
  *PEARSON CORR. OF (X,Y) (5=unknown) =    7.7594253732019419E-002
   COEFF OF DETERMINATION  OF (X,Y) R2 =    6.1019564332761567E-003
   CORRECTED COEFF OF DETERMINATION =    6.1844153039961047E-003
   PARAMETERS: (i,par,sd,t-stat)
           1  -1.1726692109400005        1.2987779027939841      -0.90290203461061869     
           2   6.4313414635461252E-004   6.7469435630138411E-004  0.95322295250877465     

Dalla figura appare che il periodo intermedio ha un comportamento diverso dagli altri due, più o meno accentuato in funzione dell'anno finale e che, dopo il 1850, l'evoluzione di PWC (ΔSLP) riprende il "corso normale" (forse dopo la parentesi della PEG?). Anche considerando quest'ultimo aspetto, mi sembra che l'affermazione degli autori sul rafforzamento di PWC da 1992 al 2011 (riportata all'inizio del post e che qui non si può verificare se non con gli ultimi otto valori), seppur vera, debba più correttamente essere inquadrata in una visione temporale più ampia.

Conclusioni
Dal lavoro si può leggere che:
Although there is no significant PWC trend since the onset of anthropogenic forcing (around 1850), an anomalous PWC strengthening trend over the past couple of decades, as well as an industrial-era shift towards lower-frequency variability, suggests that the PWC may be responding to anthropogenic forcing, albeit in ways that are not consistently reproduced by climate model simulations.
Considerazioni che parzialmente condivido, nel senso che dai dati non appare una evoluzione tanto netta, dopo il 1850, da far gridare a qualche tipo di emergenza; si nota un aumento della dispersione e quindi della variabilità ad alta frequenza di PWC (e NON uno spostamento verso una variabilità a bassa frequenza dall'inizio dell'era industriale come scrivono gli autori). Per il "anomalous PWC strengthening trend over the past couple of decades" sottolineo ancora come la variabilità visibile nelle figure del post non permetta di fare affermazioni categoriche; piuttosto sembra che dopo la "pausa" 1600-1850 CE, la pressione sul Pacifico equatoriale abbia ripreso il suo corso, molto simile a quello pre-1600. Questo fatto, cioè un fenomeno che inizia e poi finisce con il ripristino di una situazione precedente, mi sembra descritto meglio da inizio e fine PEG e successiva ripresa del riscaldamento piuttosto che da inizio era industriale che non è ancora finita e che con la sua continua accelerazione non dovrebbe portare ad una situazione simile a quella del 1200-1600 CE, cioè ad un lontano passato pre-industriale.

Sul fatto che il vulcanesimo possa innescare i fenomeni El Nino-like di indebolimento di PWC non sono in grado di commentare non avendo fatto verifiche. Però non credo si possa titolare, come fa l'agenzia giornalistica AGI riferendosi a questo lavoro, su una connessione diretta tra ENSO e PWC -nel senso che se PWC diminuisce allora la frequenza degli eventi ENSO aumenta- non visibile abbastanza chiaramente dagli spettri e di cui gli autori non scrivono. Al massimo, se ci riferiamo ad un lavoro precedente degli stessi autori (Falster et al., 2021) possiamo associare El Nino-La Nina a diminuzioni-aumenti di ΔSLP, rispettivamente, senza nominare la loro frequenza di apparizione.

Una nota di "colore giornalistico": l'articolista dell'AGI, riferendosi a Giorgina (Georgy) Falster la definisce "ricercatore" anziché "ricercatrice" e questo, in tempi di distinzione di genere (indirizzi di saluto a lavoratrici e lavoratori; studentesse e studenti; ecc.), è un errore non veniale ...

Bibliografia

  • Georgina Falster, Bronwen Konecky, Midhun MadHavanm, Samantha Stevenson & Sloan Coats: Imprint of the Pacific Walker Circulation in Global Precipitation d18O, Journal of Climate, 34:21, 8579-8597, 2021. https://doi.org/10.1175/JCLI-D-21-0190.1
  • Georgina Falster, Bronwen Konecky, Sloan Coats & Samantha Stevenson Forced changes in the Pacific Walker circulation over the past millennium, Nature, published on line 23 August, 2023. https://doi.org/10.1038/s41586-023-06447-0

    Tutti i dati, il software e i grafici di questo post sono disponibili nel sito di supporto


    12.9.23