Nello scaricare e analizzare i dati di gennaio 2023, ho visto che i
risultati erano in contrasto con quelli del mese precedente (dicembre 2022).
All'inizio ho tentato di modificare il software ma i risultati non
miglioravano. Sono poi passato a studiare con più attenzione il sito CAG e
con grande sorpresa ho visto che in automatico
| Fig.1: Pagina iniziale del sito CAG (Climate at a glance) in cui è indicato l'anno iniziale di default delle serie. Notare che viene indicata la scelta "Globe" e subito sotto la "Global Time Series". Di default il sito si setta sui dati nazionali americani. |
Dopo alcune perplessità iniziali (come e dove hanno recuperato 30 anni di
dati mensili che fino a quel momento non avevano?) ho deciso di mantenere,
per compatibilità con i dati precedenti, l'anno iniziale al 1880 e ho quindi
eliminato gli anni aggiunti all'inizio della serie.
Nell'analisi di questa nuova serie del 2023 (modificata per iniziare dal
1880) ho però osservato un brusco salto nella pendenza, all'inizio solo nella
sottoserie che inizia dal 1997
| Fig.2: Pendenza, dal 1.1.1997 a fine serie, di tutti i mesi da novembre 2011 a gennaio 2023. Qui viene graficata solo la pare che inizia nel 2018. Nel sito generale è disponibile la sequenza completa. |
GHCN aveva già fatto "salti" nelle serie di temperatura: quello
mostrato in figura 3, avvenuto nel 2015, è dello stesso ordine di grandezza
di quello di gennaio 2023.
| Fig.3: Esempio di un altro salto nella temperatura terra+oceano di GHCN, tra aprile e maggio 2015. |
| Fig.4: Comportamento dell'anomalia di temperatura tra dicembre 2022 e gennaio 2023. Le linee rossa e blu sono i fit lineari, rispettivamente, di tutta la serie visualizzata e del tratto gennaio 2002-dicembre 2013 cioè del periodo compreso tra i due forti El Nino del 97-98 e 2015-2016. |
| Fig.5: Comportamento dell'anomalia di temperatura oceanica (SST) e del suo spettro MEM tra dicembre 2022 e gennaio 2023. La linea rossa in a) è il fit lineare dell'intera serie mentre in b) è un coseno di riferimento che non varia tra i due mesi. |
Conclusioni
Io non so a cosa sia dovuto il salto improvviso, osservabile tra dicembre
2022 e gennaio 2023, ma so che la natura procede in modo graduale,
soprattutto in intervalli temporali così brevi come 30 giorni.
Devo quindi attribuire la variazione osservata a fattori esterni che
hanno prodotto quello che ritengo essere un evento innaturale e che, ancora
una volta, obbliga a considerare l'ipotesi "complottista" di una scelta fatta
a tavolino con lo scopo di sostenere una narrativa più politica che
scientifica che contrasta sempre di più con la situazione osservata
sperimentalmente, ad esempio con il fatto che da più parti si osserva
che, almeno dagli ultimi 8 anni, le temperature globali sono in una fase di
stasi (UAH v6, gennaio 2023 o
USCRN dec. 2022) se non di
diminuzione.
Anche il più recente lavoro di Nicola Scafetta (2023) ha un paragrafo intitolato "4.5. Doubts Regarding the Global Surface Temperature Revised Records" che inizia con "The most recent revisions of the global surface temperature records may have used inappropriate temperature homogenization models that have artificially blended urban warming toward rural areas and may have filled uncovered areas (e.g., the polar regions) with overly warm model temperature predictions" che mi sembra sufficiente per far nascere dubbi in ogni cambiamento che si osserva nel normale procedere dei parametri delle serie globali.
| Tutti i grafici sono disponibili nel sito di supporto |
Bibliografia