Riassunto:
vengono ripresi i dati di un post precedente confrontandoli con
l'Oscillazione Artica e con dati da carotaggi nel Mare di Bering che fanno
ipotizzare un'influenza solare nel periodo Bølling-Alerød. Non
è chiaro quanto forte sia questa influenza ma è abbastanza
forte l'idea di una stabilità del sistema climatico su periodi molto
lunghi.
Abstract: Data from an earlier post are reconsidered and compared
with the Arctic Oscillation and the data from laminated sediments in Bering Sea.
A solar influence can be supposed during the Bølling-Alerød
period. Not clear how strong that influence can be but it appears quite
strong the idea of a long-period stability of the climate system.
In un post precedente su CM, relativo agli spettri di 37 dataset dal Mare di Bering e dal nord Pacifico, non avevo minimamente trattato l'argomento di una possibile firma solare presente negli spettri dei dati. Infatti la presenza di massimi spettrali tra 10 e 12 anni non mi era sembrata tanto frequente da doverne parlare, anche se i dati relativi erano presenti nel foglio elettronico associato al post e disponibile nel suo sito di supporto.
Nei giorni scorsi mi sono casualmente imbattuto nell'articolo: Response of the Bering Sea to 11-year solar irradiance cycles during the Bølling-Allerød di K. Katsuki et al. (2014), di cui riporto l'abstract, dove viene identificato un picco
| Abstract Previous studies find decadal climate variability possibly related to solar activity, although the details regarding the feedback with the ocean environment and ecosystem remain unknown. Here, we explore the feedback system of solar irradiance change during the Bølling-Allerød period, based on laminated sediments in the northern Bering Sea. During this period, well-ventilated water was restricted to the upper intermediate layer, and oxygen-poor lower intermediate water preserved the laminated sediment. An 11-year cycle of diatom and radiolarian flux peaks was identified from the laminated interval. Increased fresh meltwater input and early sea-ice retreat in spring under the solar irradiance maximum follow the positive phase of Arctic Oscillation which impacted the primary production and volume of upper intermediate water production in the following winter. Strength of this 11 year solar irradiance effect might be further regulated by the pressure patterns of Pacific decadal oscillation and/or El Niño-Southern Oscillation variability. |
Dalla serie "black" gli autori hanno ricavato uno spettro (v. la
loro fig.3, riprodotta nella fig.1 qui sotto) nel quale identificano massimi
Fig.1:La figura 3 di Katsuki et al (2014) con
la sua didascalia e lo spettro wavelet, sia globale che su scala temporale.
a 11, 18, 64 anni che associano a Sole, El Niño, PDO (Pacific Decadal Oscillation), rispettivamente. Nel lavoro si parla anche di legami tra questi cicli e l'Oscillazione Artica (AO), con PDO e ENSO regolatori della forza del ciclo di 11 anni.
Sono stato incuriosito dal fatto che dai dati laminari si potesse derivare un così forte segnale solare che però non era presente (o lo era in modo poco evidente) nei 37 dataset del citato post precedente. Per prima cosa ho allora ricontrollato i dati di quel post, estendendo l'intervallo interessato da 10-12 anni a 10-12.3 anni (estremi inclusi) per mettere meglio a fuoco l'eventuale segnale solare. I risultati sono raccolti nella Tabella 1 da cui, però, malgrado l'estensione dell'intervallo, non mi sembra di poter derivare un'informazione particolarmente significativa.
| Name | Period (year) | Alternate/Description |
| FISHERY | ||
|---|---|---|
| Turbot | 11.1 | Rombo Groenlandese |
| Herring | 12.0 | Aringa |
| Plaice | 12.3 | Platessa |
| Yellowfish | 12.3 | Sogliola Limada |
| BIOLOGY | ||
| Diversity | 10.0 | Shannon-Wiener Index. |
| Plankton | 10.7 | ZooPlankton Biomass |
| CLIMATE IND. | ||
| ENSO | 11.65 | El Nino South.Oscil. |
| EPI | 11.65 | Winter East Pacif. Index |
| NPI | 11.1 | North Pacif. Ind., weak |
| NS-WIND | 10.0 | N-S wind speed |
| PDO Summ | 11.4 | Pacif. Decad.Oscil., weak |
| PDO Ann | 11.1 | Pacif. Decad.Oscil., weak |
| SAI Tot | 10.0 | Siberian-Alaskan Index |
| AI | 10.1 | Alaskan Index |
| SST1-4 | 12.2 | SST at Mooring2 |
| SST Pribilof | 10.5 | SST at Pribilof Is., weak |
| FISHERY | 4/11 | 36.4% |
| BIOLOGY | 2/8 | 25.0% |
| CLIMATE | 10/18 | 55.5% |
| TOTAL | 16/37 | 43.2% |
Nello stesso tempo ho scaricato e analizzato i dati relativi
all'Oscillazione Artica e li mostro in fig.2
(pdf)
Fig.2: In alto La serie
dell'Oscillazione Artica. La riga rossa è un filtro passa basso con
finestra di 11 anni. In basso lo spettro MEM
con l'indicazione dei periodi, in anni. Il valore tra parentesi indica la
potenza (l'altezza) del massimo a 3.1 anni. Notare il picco a 11.9 anni che
è ben visibile pur senza emergere in modo evidente nel confronto con
diversi altri massimi.
Ho anche scritto al prof. B-K Khim dell'Università di Busan,
Corea, chiedendo i dati usati nella loro figura 2. A strettissimo giro mi
ha risposto il dr. Katsuki, mandandomi i dati, sia "black"
che "gray", usati per lo spettro. Riporto i due dataset insieme al
relativo spettro nelle figure 3 (pdf) e 4 (pdf). La similitudine degli spettri di
queste figure con quello di fig.2 giustifica l'interazione AO-sedimenti
dichiarata dagli autori.
Fig.3: Dataset "gray" di Katsuki et
al.(2014) e il suo spettro MEM. La riga rossa è un filtro passa basso con
finestra di 11 anni. Nello spettro, la firma solare è debole ed
è evidenziata con un trattino rosso. Il periodo attribuito a PDO
è debole e mal definito. Notevoli invece i massimi di alta
frequenza, più tipici di El Niño, elencati anche nel post
precedente sul Mare di Bering.
Fig.4: Dataset "black" di Katsuki et
al.(2014) e il suo spettro MEM. Anche qui la riga rossa è un filtro
con passo 11 anni. Rispetto alla fig.3 è meglio definita la
ciclicità PDO e quella solare, mentre appaiono scambiati i massimi di
maggiore frequenza.
Katsuki et al.(2014) non usano il dataset "gray" nel loro studio, ma la fig.3 mostra che anche qui esiste un debole massimo di 11.3 anni, un massimo di 17.6 anni -non troppo distante dai 18 anni della ciclicità decadale di ENSO- e uno di 70.2 anni, abbastanza esteso (cioè "piatto") da giustificare il periodo di 64 anni di PDO. Questi dati mostrano anche picchi importanti a 24.8, 3.3 2 2.4 anni, con gli ultimi due appartenenti alla classe di eventi comuni a El Niño, già descritti nel citato post precedente.
Nella fig.4 sono evidenti i massimi spettrali a 11.3, 17.1 e 66.5 anni, a
conferma di quanto è stato trovato da Katsuki e colleghi, e si vedono
bene anche i picchi a 2.8, 6.8, 3.9 anni. Gli ultimi due sembrano impegnati
in una sorta di scambio (o "balletto") con i corrispondenti massimi di
fig.3.
Come già accennato, lo spettro dell'Oscillazione Artica di fig.2
presenta similitudini con gli spettri dei laminati, abbastanza numerose da
far più che sospettare un'influenza oceanica (ma anche solare, con il
picco comune a 11.3-11.9 anni) sulle deposizioni di organismi unicellulari
nel Mare di Bering.
Considerazioni conclusive
I dati che ho ricevuto dal dr. Katsuki non sono calibrati in età (l'anno viene indicato da un numero progressivo da 1 a 317) ma penso di poterli considerare, anche dal contenuto dell'articolo, relativi al periodo Bølling-Allerød, le due fasi calde iniziate alla fine del Dryas antichissimo e terminate con l'avvento del Dryas recente, nell'arco di tempo compreso tra 14700 e 12700 anni fa. Queste fasi calde furono probabilmente separate dalla fase fredda detta (ma non osservata in tutti luoghi, forse per problemi di risoluzione temporale in rapporto alla sua durata) Dryas antico.
Malgrado i periodi considerati in questo post siano molto diversi, dagli spettri appare come essi siano confrontabili, sotto l'aspetto delle influenze esterne, con l'Oscillazione Artica attuale e con i dataset attuali usati nell'altro post sul Mare di Bering e raccolti nella Tabella 1.
Ancora una volta la stabilità climatica del pianeta -pur con tutte le sue fluttuazioni- appare in stridente contrasto con i proclami di imminente distruzione (di cosa non è chiaro: il pianeta, la vita, la civiltà come la conosciamo, o forse un indefinibile e indefinito "tutto") che più volte al giorno ci assillano senza alcuna pietà.
Anche se sappiamo bene che i suddetti proclami hanno uno scopo diverso da quanto dichiarato - come Massimo Lupicino ha recentemente sottolineato su CM- questo non basta a renderli meno fastidiosi e irritanti.
In conclusione, forse (o probabilmente) un'influenza solare si può dedurre da tutto l'insieme dei dati analizzati, ma è difficile dire quale sia il suo peso. Invece, dal confronto tra dati pre-Olocene e attuali si può immaginare una sostanziale stabilità del sistema climatico nel lungo e lunghissimo periodo.
| Tutti i grafici e i dati, iniziali e derivati, relativi a questo post si trovano nel sito di supporto qui |
Bibliografia