| Tutti i grafici e i dati, iniziali e derivati, relativi a questo post si trovano nel sito di supporto qui |
"Most of the recent research tends to agree with natural variability
beeing the most probable cause of the last 15-year hiatus in surface
temperature as MDV is currently on a negative phase" (Macias et al., 2014,
PloseOne, Vol 9, issue 9, e107222) [MDV= Multi Decadal Variability].
Nell'articolo, di settembre 2014, da cui è tratta questa frase, la
pausa delle temperature ha una durata di 15 anni ma abitualmente si leggono
"accreditamenti" di 17, 18 anni, addirittura di 18 anni e 1 mese
sul sito di Joanne Nova da cui è tratta la successiva Fig.1.

Guardando un qualsiasi grafico delle temperature globali medie mensili,
ognuno è in grado di affermare con sicurezza che "da un certo
momento" in poi le temperature, che crescevano dal 1970 al tasso di
(0.17±0.01)°;C/decade (dai dati NOAA, v.ad es. qui), hanno smesso di salire, attestandosi su
un andamento piatto costante o, in alcuni casi, decrescente. Si parla
quindi di "pausa" o "iato" ("hiatus" in inglese) delle temperature.
Va tutto bene, ma qual'è il "certo momento" da cui inizia
la pausa?
Non potendo disporre di una teoria che ne specifichi esattamente
l'inizio, la pausa è lasciata alla scelta empirica del momento
iniziale (cioè, nel caso delle medie mensili, il mese iniziale). La
scelta è quindi arbitraria e dà àdito al sospetto (o, ad
esempio, nel caso di Bob Tisdale, all'accusa frequente) che venga fatta per dimostrare
l'idea che si aveva a priori (cherry picking).
Ad esempio, se guardassi la Fig.2 potrei pensare di scegliere la fine
del 2002 oppure,
Fig.2: Anomalie medie mensili NOAA fino a settembre 2014. Nel
grafico in basso i residui dal fit lineare (i dati "detrended)" confrontati
con una sinusoide di ampiezza 0.2 °C, periodo 61 anni e fase (anno) iniziale
1860.
immaginando una compensazione tra il picco del 1998 (El Niño) e
la successiva discesa del 2000-2001, fissare l'inizio al gennaio 1997 o
ancora, come fatto in Fig.1, a settembre 1996: in ogni caso una scelta
(quasi) arbitraria.
Fatte le debite proporzioni, la pausa è un po' come il tempo (il
tempo dell'orologio) di Sant'Agostino:
"Che cos'è insomma il tempo? Lo so finché nessuno me lo chiede; non lo so
più, se volessi spiegarlo a chi me lo chiede." (Conf. 11,15,18). Vedere anche qui per un commento filosofico divulgativo.
Per cercare di togliere un po' (solo un po') di ambiguità a un fenomeno tanto evidente quanto sfuggente, ho pensato di raccogliere alcuni dataset di temperature medie mensili, questi:
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dai quali calcolare il fit lineare, assumendo come mese iniziale di ogni fit
quello che inizia a gennaio 1997 e finisce a gennaio 2003 con passo 1 mese
(cioè 73 fit per ogni dataset). Sono usati gli ultimi dati
disponibili: settembre 2014 per noaa e hadcrut4; ottobre 2014 per hadsst3,
uah e rss.
La speranza era di riuscire a definire un mese a partire dal quale la
pendenza avesse valore nullo o negativo (entro gli errori) e, confrontata
con i valori vicini, si potesse dire qualcosa tipo :"Bene, da qui la
pendenza è zero e, fatte salve le normali fluttuazioni, continua ad
essere zero o negativa fino al valore iniziale di gennaio 2003" (fino al fit
del sottoinsieme di dati che inizia a gennaio 2003). Di conseguenza ho
definito i criteri elencati di seguito..
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Fissare una barra di errore diversa, ad esempio di ±2σ come abitualmente fatto in climatologia, porterebbe ad altri risultati: in questo caso all'impossibilità pratica di definire oggettivamente un punto di inizio pausa.
In pratica, per ogni dataset viene definito il punto corrispondente a
gennaio 1997, calcolato il fit lineare da questo punto fino all'ultimo
valore disponibile (settembre o ottobre 2014) e salvati i parametri,
in particolare la pendenza della
retta e il suo errore standard stimato (nei file è indicato come ese=
estimated standar error, al livello di confidenza di 1σ). Poi il
processo viene ripetuto usando come valore iniziale quello corrispondente a
febbraio 1997 e così via fino a quando il punto iniziale diventa
gennaio 2003. Successivamente si graficano le pendenze (in °C/decade; in
un caso in °K/decade ma la scala non cambia) in funzione del mese
iniziale della serie e si analizzano, seguendo i criteri esposti, per cercare
l'inizio della pausa.
Avrei voluto vedere, ad esempio, una pendenza in diminuzione fino a un
particolare mese iniziale e da lì in avanti una pendenza quasi
costante (o in diminuzione) fino al 73esimo fit. Come è normale,
alcuni risultati hanno rispettato le attese e altri si sono comportati in
modo diverso.
Prima di commentare i risultati voglio descrivere la Fig.2, della quale
esiste nel sito di supporto l'equivalente per ogni dataset. Nella figura
viene riportato il grafico delle temperature medie mensili globali
(terra+oceano), la media mobile a 51 mesi (4.25 anni), la posizione
temporale di alcuni eventi freddi e caldi (El Niño, eruzioni,
Tunguska) e il fit lineare di tutto il dataset. Nel quadro in basso sono
riportati i residui dal fit lineare (i dati "detrended") insieme ad una
funzione sinusoidale a parametri fissi, uguale per tutti i dataset, che ha
lo scopo di evidenziare (o meno) l'oscillazione dei residui e che non
è molto significativa nel contesto di questo post.
Adesso vediamo i risultati dei fit e dei criteri.
Fig.3: I fit relativi a NOAA Global (terra+oceano).
La Fig.3 è il risultato finale per i dati NOAA globali e risponde bene ai
criteri: da marzo 1999 la pendenza è in diminuzione a tasso costante
(sempre entro gli errori) fino a marzo 2001 per poi attestarsi su un valore
che si può considerare zero: le barre di errore hanno un'ampiezza di
circa
±0.02 °C/decade e valori della pendenza uguali o inferiori
all'errore assoluto hanno errori relativi uguali o superiori al 100% e
possono essere considerati zero o vicini a zero. In ogni caso questo
dataset non mostra una netta tendenza alla diminuzione delle temperature.
Il punto in cui la barra d'errore entra in "territorio negativo"
corrisponde a gennaio 2001 e da questo momento -visti i criteri-
inizia lo iato che dura 165 mesi o 13 anni e 9 mesi.
Fig.4: i fit relativi ai dati NOAA per l'emisfero sud.
I valori di Fig.4 mostrano un andamento simile a quelli di Fig.3 ma più accentuato: il valore centrale dell'intervallo diventa negativo a gennaio 2001 ma, usando i criteri, si vede che la pausa inizia ad agosto 2000 e dura 170 mesi o 14 anni e 2 mesi.
Dalla Fig.5 iniziano i dati HadCrut4 e Hadsst3
Fig.5: i fit relativi ai dati HadCrut4 globali
Le temperature globali HadCrut mostrano pendenze simili a quelle dei dati NOAA (anche se alcuni valori sono più elevati) e ugualmente lo iato inizia a gennaio 2001 e prosegue per 165 mesi o 13 anni e 9 mesi.
L'emisfero nord sembra mostrare l'inizio della pausa
Fig.6: i fit relativi ai dati HadCrut4, emisfero nord. Notare la
scala verticale diversa (intervallo di 0.20 invece che 0.14 °C/decade).
a maggio 2001 ma poi, a marzo 2002, si esce dalla fascia di costanza per rientrarvi a settembre dello stesso anno. Qui la situazione è ambigua ma credo si possa utilizzare settembre 2002 come inizio dello iato, con durata 145 mesi o 12 anni e 1 mese.
L'emisfero sud, Fig.7, mostra l'inizio della pausa a maggio 2000,
con durata di 173 mesi o 14 anni e 5 mesi
Fig.7: i fit relativi ai dati HadCrut4, emisfero sud.
Le Fig.8,9 e 10 si riferiscono alle SST dell'Hadley Center (HC) e non
mostrano presenza di iato, se non l'emisfero sud (fig.10) le cui pendenze escono
dalla fascia di costanza a maggio 2002 e quindi non rispondono ai
criteri (siamo nella stessa situazione anche per i dati da gennaio 1997 ad
aprile 1998 che poi escono dalla fascia).
Fig.8: i fit relativi ai dati HCSST3 globali. Da
gennaio-febbraio 2000 la pendenza è positiva con tasso medio di
circa 0.02 °C/decade: le temperature, quindi, crescono.
Fig.9: i fit relativi ai dati HCSST3, emisfero nord. Notare la
scala verticale diversa (range 0.20 anzichè 0.14 °C/decade).
Anche l'emisfero nord mostra una crescita delle temperature, da
aprile-maggio 2001, con un tasso minimo di
circa 0.03 e massimo di circa 0.075 °C/decade.
Fig.10: i fit relativi ai dati HCSST3, emisfero sud. Si può
ipotizzare una crescita con tasso compreso ~0.01 e ~0.035 °C/decade a
partire da aprile 2002.
Le temperature globali satellitari UAH, relative alla bassa troposfera,
Fig.11: i fit relativi ai dati UAH globali. Notare la scala
verticale diversa (range 0.18 anzichè 0.14 °C/decade).
mostrano solo pendenze positive e quindi non è presente lo iato. Le pendenze mostrano una crescita delle temperature con tasso compreso tra 0.042 e 0.075 °C/decade, a partire da novembre 1999.
Non so se le temperature marine sono adatte a misurare lo iato, a causa della enorme capacità termica degli oceani rispetto a quella delle terre emerse (per non parlare di quella atmosferica). Le variazioni di temperatura, anche aventi luogo per più di un decennio (diciamo 14 anni e qualche mese), possono essere annullate (assorbite) facilmente dagli oceani: così la crescita misurata dalle Figg.8-10 sarebbe il residuo dell'aumento delle temperature medie nel trentennio 1970-2000. In questo caso, l'unico dataset globale che non mostra la pausa sarebbe UAH: e non sono in grado di dare una spiegazione di questo fatto.
Successivamente, e per confrontarmi con la Fig.1 (il grafico di Lord
Monckton), ho analizzato anche i dati di RSS-TLT (temperature della bassa
troposfera). Il risultato è in Fig.12.
Fig.12: i fit relativi ai dati RSS. Notare la scala
verticale diversa (range 0.16 anzichè 0.14 °C/decade).
La scelta del punto iniziale di Fig.1 (settembre 1996) è fuori dall'intervallo usato qui e mostrato in Fig.12, ma è senz'altro compatibile con il criterio (1) di Tab.2, "pendenza zero o negativa". Però non rispetta il criterio (2) della "costanza della pendenza" attraverso tutti i punti iniziali successivi a quello scelto. Infatti, pur non potendo definire esattamente la pendenza a partire da settembre 1996, tracciando una retta orizzontale di ordinata 0.00 °K/decade, si esce dalla fascia di validità delle pendenze (barra di errore) in 2 o probabilmente 3 intervalli.
Il limite superiore della pendenza che permette di avere una retta orizzontale, tutta entro le barre di errore dei valori iniziali successivi, è -0.04 °K/decade e questo valore definisce l'inizio dello iato a giugno 2000, con durata 173 mesi o 14 anni e 5 mesi.
Dai 6 dataset che la mostrano
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deriva una durata media della pausa di (169.2±4) mesi o (14.1±0.3) anni (senza *) o di (165±11)mesi= (13.8±0.9) anni (con *) e un inizio compreso |
I criteri scelti sono sempre discutibili e migliorabili: però l'uso di regole comuni a tutti i dateset permette almeno di mitigare il sospetto di cherry picking.