La base è stata costituita nel 1956, in occasione dell'anno geofisico internazionale (IGY) e ha prodotto (tra le altre, numerose, ricerche) dati meteorologici dal 1957. Dal 1975 al 2010 la sede principale è stata trasferita in una "cupola geodetica" e, ad iniziare dal 2008, è stata costruita la nuova (ed attuale) sede, modulare per permettere variazioni nel personale, e con accorgimenti tali da favorire l'asportazione da parte del vento degli accumuli di neve.
In un post
su CM Massimo Lupicino cita, per aver usato parti del dataset, i lavori
di Lazzara et al., 2012 e di Clem et al., 2020, criticando quest'ultimo
soprattutto per una postilla finale.
Anche per verificare lo stato dell'arte a South Pole ho scaricato la
serie completa di temperatura superficiale e di pressione atmosferica dal
sito
https://legacy.bas.ac.uk/met/READER/surface/ (il link ai file numerici
da scaricare si trova in fondo ad ogni pagina web, in posizione non facilmente
immaginabile). Nel sito di supporto questi file sono identificati dal
prefisso "met" (mett, metp, met-temp, met-press) a ricordare il
met-office
inglese.
Al CDIAC (Carbon Dioxide Information Analysis Center) seguendo il
link doi:10.3334/CDIAC/cli.ndp032, è possibile trovare, tra le altre, la
serie della temperatura media dell'Antartide che qui userò come confronto con i
dati MET e le serie di temperatura e di pressione dal 1957 al 1999 di South
Pole..
Ho anche digitalizzato le figure di Lazzara et al. ed analizzato le sue
temperatura e pressione: questi dati non sono però disponibili perchè ho
ritenuto opportuno non aumentare la confusione, aggiungendo serie a serie (in
realtà pezzi parzialmente diversi della stessa serie) e ho deciso di utilizzare
solo la serie ufficiale disponibile al BAS (British Antarctic Survey), citata
sopra.
In figura 1 riporto la serie della temperatura di South Pole
| Fig.1: Serie "met" di temperatura di Amudsen-Scott South Pole. |
| Fig.2: Spettro Lomb delle serie di temperatura di figura 1 e relativo ingrandimento della sezione di alta frequenza. |
La pressione atmosferica, pur essendo in debole diminuzione complessiva
di (-1.05±0.97)10-2hPa per anno, mostra una fase iniziale
in forte crescita (~12 volte la pendenza media)
| Fig.3: Serie annuale di pressione atmosferica nella base Amudsen-Scott. Sono mostrati anche i fit lineari dell'intera serie (verde) e dal 1957 al 1975 (blu). |
| Fig.4: Spettro Lomb della pressione atmosferica alla base Amudsen-Scott. |
Temperatura superficiale media dell'Antartide
Sempre al CDIAC, si trova, con il nome di table2.txt, la temperatura
media mensile dell'Antartide sotto forma di anomalia rispetto al periodo
1961-90. Il file usato nel post, derivato da table2.txt, è meant-mo.dat,
visibile in figura 5 e per il quale viene mostrata anche la serie mensile
| Fig.5: Serie mensile e annuale (in rosso) della temperatura superficiale media nell'intero continente antartico. Nel quadro inferiore sono mostrati il fit lineare della serie completa (verde), quello dal 1957 al 1975 (blu), quello dal 1957 al 1976 e i loro parametri statistici. |
| Fig.6: Spettro Lomb della serie di anomalia annuale media in Antartide. |
| Temperature SP | 14.8 | --- | --- | 7.6 | 5.5 | 4.7 | 4.3 | --- | 3.4 | 2.8 | 2.1 | 1.95 | 1.6 | --- | 0.88 | --- |
| Pressure SP | 18.2 | (11.1) | (9.4) | 7.8 | 5.6 | --- | --- | 3.8 | 3.3 | 2.8 | 2.1 | 1.93 | 1.35 | 1.06 | 0.95 | 0.68 |
| Temperature Ant | 17.5 | --- | --- | 8.1 | 5.6 | 4.9 | 4.4 | --- | 3.3 | --- | 2.0 | --- | 1.43 | 1.21 | 0.85 | --- |
Conclusioni
Non sarebbe necessario sottolinearlo, ma quanto descritto in questo post è
in contrasto con l'ipotesi di una temperatura continuamente crescente
su tutto il globo, condizionata da un'altrettanto sempre crescente (per colpa
dell'uomo) concentrazione di CO2, gas ben distribuito nell'intera atmosfera
planetaria.
E, dimenticavo: tirare in ballo le fluttuazioni climatiche naturali
(locali o meno), come si legge nell'articolo di Clem et al., 2020 (che
scrivono: "decadal variability exceeds the anthropogenic signal by
a factor of three, further supporting our conclusions that extreme decadal
variability has masked anthropogenic warming across interior Antarctica
during the twenty-first century"), solo quando fa comodo ad una narrativa,
aprioristicamente assunta come vera e indiscutibile, non è una pratica
scientificamente corretta. Aggiungo che attribuire un riscaldamento
osservato al cambiamento climatico di origine antropica significa poter
mostrare un aumento continuo a partire dall'inizio della rivoluzione
industriale, ovvero una costanza o quasi della temperatura dal 1850 alla
maturità della produzione industriale (anni 60-70) e poi un aumento
(graduale e magari anche accelerato) da allora, non un aumento improvviso
dal 2000 come si osserva in figura 1 (ma quale anthropogenic warming ...
during the twenty-first century?).
Vorrei anche far notare che in nessuno degli spettri (di South Pole o
dell'Antartide e della temperatura o della pressione) compare un massimo
spettrale di periodo 10 anni, per cui non è chiaro da dove Clem e colleghi
abbiano potuto derivare la "variabilità decennale" di cui scrivono (forse
dal massimo a 7.8 anni o da quello di bassa potenza a 8.1 anni?).
Bibliografia
| Tutti i dati e i grafici sono disponibili al sito di supporto |