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Dell'Arcano del mare: Analisi dell'opera

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Maristella Venturini

Dell’Arcano del Mare di Robert Dudley è un’opera relativa a studi di navigazione, costruzione navale, strumenti e carte nautiche, pubblicata a Firenze nel 1646-47 dall’editore Onofri[1].

 L’occasione del restauro dei due esemplari conservati presso la biblioteca del Convento di San Francesco della Vigna di Venezia, ha contribuito a chiarire alcuni aspetti riguardanti la storia dell’opera dudleiana. Dal confronto dei volumi del convento francescano (nn. III-IV) con quelli della Nazionale Biblioteca Marciana di Venezia (nn. I-II)[2], si è verificato che l’opera di Dudley è di quattro e non tre volumi, come riportato in alcuni studi, e così suddivisi: vol. I: Libri 1-2; vol. II: Libri 3-4; vol. III: Libro 5; vol. IV: Libro 6.

Il quinto e il sesto libro non sono raccolti in un unico volume come gli altri, ma hanno una disposizione diversa, forse dovuta alle grandi dimensioni delle carte nautiche dell’ultimo libro che impedivano un’ agile lettura del testo. Le lungaggini nella realizzazione delle nuove carte nautiche hanno determinato, come ci informa lo stesso Dudley nell’Avvertimento circa il sesto libro con l’intenzione dell’autore, un ritardo nella pubblicazione, con la conseguente separazione dal quinto libro:

            Ma perché l’autore ha modernato le maggiori carte d’Europa, le quali non sono

                intagliate per potersi stampare; però egli ha giudicato espediente à differire

                la pubblicazione dell’istesso libro sesto, finché le dette carte modernate sieno finite [...] [3].

Forse il ritardo della pubblicazione spiega perché nell’ultima pagina del libro sesto non c’è la data prevista per la conclusione del progetto, 1647, ma la successiva del 1648.

Il progetto Dell’Arcano del Mare si rivela a Dudley più difficile del previsto: in una lettera indirizzata a Benedetto Guerrini, segretario di Camera di S.A.S., riportata da Leader[4], l’autore accenna alle proprie preoccupazioni perché il progetto procede lentamente, non per sua colpa, e teme di veder compromesso, dopo otto anni, il proprio lavoro e la sua riputazione. Dudley crede nel buon esito dell’opera, probabilmente è l’occasione che attende da tempo per dimostrare le proprie conoscenze e capacità nel campo della nautica. Inoltre egli non vuole deludere il Granduca Ferdinando II di Toscana sostenitore del progetto e di dichiarate ambizioni espansionistiche marinare, al quale Dudley dedica l’opera.

Dell’Arcano del Mare ottiene molti consensi già al momento della pubblicazione, perchè, come sostengono gli studiosi Silvio e Franco Zavatti, esso è innovativo nel suo genere: L’Arcano del Mare non fu soltanto un atlante marino ad avere carte in proiezione di Marcatore, ma fu soprattutto un trattato di navigazione e di costruzione navale, con appendici di arte militare [5].

Per comprendere la grandezza e la complessità Dell’Arcano del Mare, riportiamo per esteso il frontespizio del primo libro con i titoli dei temi trattati:

 

Dell’Arcano del Mare

di D. Ruberto Dudleo

Duca di Nortumbria

e conte di Warvich,

 

 Libri sei;

Nel Primo, de’ quali si tratta della Longitudine praticabile in diversi

modi, d’invenzione dell’autore,

Nel Secondo, delle Carte sue Generali e de’ Portolani rettificati in

Longitudine, e Latitudine,

Nel terzo, della Disciplina sua Marittima, e Militare.

Nel Quarto, dell’Architettura sua Nautica di Vascelli da guerra,

Nel Quinto, della navigazione scientifica, e perfetta, cioè Spirale

ò di gran Circoli,

Nel Sesto, delle Carte sue Geografiche, e Particolari,

 

Al Serenissimo

Ferdinando Secondo

Gran Duca di Toscana

Suo Signore

 

In Firenze, Nella Stamperia di Francesco Onofri, 1646.

Con licenza de’ S:S: Superiori

 

Il primo libro illustra i differenti metodi scientifici per determinare la longitudine e la latitudine durante lanavigazione, inoltre sono descritti certi sistemi empirici ancora praticati dai marinai, ma a volte i più efficaci.

Il secondo libro tratta invece dei più frequenti errori di misurazione e di cartografia, accompagnati da puntuali consigli per evitarli. Il volume comprende le relazioni di viaggio riprese da portolani di famosi navigatori inserite come lezioni tecniche di navigazione. Nel portolano di Abraham Kendal è descritto il viaggio nelle Indie Occidentali al quale partecipò lo stesso.

Il terzo libro tratta di marina militare, cioè delle diverse strategie di attacco e difesa per mare e per terra, completate da bellissime illustrazioni raffiguranti diversi tipi di schieramenti di flotte.

Il quarto libro è soprattutto un trattato di architettura navale, relativo alle innovazioni e modifiche apportate dall’autore a particolari tipi di imbarcazioni dell’epoca.

Il quinto e il sesto sono gli esemplari restaurati e custoditi presso la biblioteca di San Francesco della Vigna e, come accennato sopra, corrispondenti ai volumi III e IV.

 Il frontespizio del quinto libro riporta la seguente scritta: 

Dell’Arcano del mare,

Di D. Ruberto Dudleo

Duca di Nortumbria e conte di Worwich

Parte prima del tomo terzo

contenente il libro quinto,

nel quale si tratta della navigazione scientifica, e perfetta, cioè Spirali

o di gran Circoli.

 

Al Serenissimo

Ferdinando secondo

Gran Duca di Toscana

suo Signore

Il libro inizia con una breve premessa sulla navigazione che Dudley considera di tre tipi: 

Meccanica insegna a costeggiare in veduta della terra, [...],

La seconda è Comune, [...].

La terza Scientifica, in due modi, l’uno per linee spirali, applicate sopra le Carte generali del secondo libro, l’altro per circoli azimutali [...].

Il quinto libro tratta in particolare della Scientifica. Il testo è arricchito con molte illustrazioni composte da elementi mobili che rappresentano vari tipi di strumenti usati per la navigazione, alcuni dei quali inventati ed altri perfezionati dall’autore.

Dal testo, rigorosamente scientifico, a volte si percepisce un'espressività più vicina alla pratica marinaresca, come si osserva nella spiegazione de Le età della Luna: 

Di trovare le quattro complessioni della Luna, [...].

La prima è, quando la Luna sarà pallida, indica il piovere: la Seconda è, quando la Luna sarà gialla, come oro, pronostica comunemente buon tempo; la terza è, quando la Luna sarà rossa come sangue, denota vento gagliardo: La quarta è, quando la Luna sarà di colore oscuro, e nericcio,come piombo, pronostica mal tempo, con tempeste: E queste sono regole della complessione Lunare, in generale [6].

Il programma dell’ultimo libro è annunciato nell’Avvertimento circa il sesto libro con l’intenzione dell’Autore inserito alla fine del precedente: 

Il libro sesto dell’Arcano del mare contiene 127 carte Corografiche, e Particolari di scala grande, per le quattro parti del mondo, cioè di Europa carte 54, di Africa 17, di Asia 23 e di America 33 con le dichiarazioni che si sono già fatte. [¼]

 Il sesto libro, mancante del frontespizio, inizia con la seguente pagina: 

                Dell’Arcano

                del mare,

                Del Duca di Nortumbria

                Libro sesto

                Delle carte particolari, e corografiche dell’Autore e dell’intenzione sua.

 

L’ultimo volume, il quarto, è dunque un atlante marittimo suddiviso in quattro sezioni, corrispondenti alle quattro parti del mondo, ognuna preceduta da spiegazioni tecniche con riferimenti alla longitudine e alla latitudine. In ogni introduzione sono descritti i pericoli e le difficoltà che possono incontrare i naviganti durante i loro viaggi, come particolari tipi di venti, correnti, scogli e secche. Dudley fornisce anche una serie di informazioni pratiche relative a città, golfi e altri luoghi ideali per il commercio o i rifornimenti di viveri. Per agevolare i viaggiatori nel comunicare con gli indigeni, l’autore propone alcune parole nella lingua locale, una sorta di dizionario da consultare all’occorrenza.

Riportiamo da: D’Asia, e dichiarazione della Carta quattordicesima, Cap. XXVII. 

Alcune parole dell’isola di Iavva Maggiore le quali s’intendono ancora

nelle isole vicine, e servono per commercio.

 

SABUCHE,            vuol dire                SETA.

SAGU,                                                    PANE.

LARNICHE,                                          IL LORO VINO [...].

Sono parole già conosciute e, a volte, acquisite per esperienza diretta, come lo stesso Dudley dichiara nella descrizione delle terre di Trinidad e Guiana

Dell’America, e dichiarazione della carta decimoquarta.

[...] Seguono alcune parole della lingua indiana di Guiana, e dell’isola di Trinidad, osservate dall’Autore istesso, quando fu in quelle parti nel 1595.

 

DARALI,                vuol dire                I CAPELLI DELLA TESTA

CAERWODA,                                      UNA RADICE [...] [7].

 

Il sesto Libro comprende inoltre un numero notevole di carte nautiche con descrizioni particolareggiate delle coste. Solo alcune di queste, come afferma lo studioso Caracusi, non sono esatte: la conoscenza delle coste atlantiche, sia americane che africane, è, ormai molto approfondita, mentre la configurazione delle coste dell’Asia è ancora lontana dall’avere una raffigurazione cartografica corretta [8].

Dell’Arcano del Mare pur presentando alcune incertezze, per la sua complessità ed importanza scientifica era per i navigatori dell’epoca, e per chi si occupava di nautica, un testo fondamentale.

Dudley conclude il suo capolavoro con il Discorso delle Scienze Matematiche, che entrano nell’Opera dell’Arcano del mare, un’esposizione relativa alle scienze utili per la navigazione, ed un'esplicita dichiarazione del pensiero scientifico dell’autore.

 Pochi anni dopo la morte di Robert Dudley, l’editore Giuseppe Cocchini pubblica nel 1661 la seconda edizione dal titolo L’Arcano del Mare [9]. All’inizio dell’opera, nell’Avvertimento ai lettori e librai, sono spiegati i motivi che hanno portato ad una nuova pubblicazione: 

La stima grande, e l’esito pronto di questa opera ci hanno stimolato a farne la seconda edizione [...] Alcune imperfezioni e difficoltà che si incontrano nella prima ci hanno consigliato di correggerla, ed ampliarla [...] consideranto la deformità; e l’incomodo resultante dalla varietà delle forme [...] abbiam ridotta quest’Opera tutta d’una grandezza, quell’amplissima la qual cosa reca magnificenza a i Volumi, e facilita a li legatori di essi [...] [10].

 Non si conosce l’autore dell’Avvertimento, ma come sostengono gli studiosi Silvio e Franco Zavatti, non è difficile arguire che sia opera di qualcuno molto vicino al Granduca il quale volle che si ristampasse l’opera non tanto per onorare il defunto ciambellano del padre, quanto per continuare l’opera dei Medici a favore dell’espansione marinara del loro Granducato[11].

La seconda edizione, escluse alcune modifiche, è sostanzialmente fedele alla prima. Si notano maggiori cambiamenti nella forma: i libri sono di dimensioni uguali, i primi quattro sono stati ingranditi; i caratteri sono più piccoli ed il testo è disposto su doppia colonna per meglio sfruttare le pagine. I sei libri sono raccolti in soli due volumi: il I contiene i libri 1-4 e il secondo i libri 5-6, rendendo la consultazione più facile.

In alcune opere dell’edizione del 1661 nel frontespizio del I volume la dedica a Ferdinando II è sostituita con una alla Serenissima Repubblica di Venezia[12].


 

[1] R. Dudley, Dell’Arcano del Mare, Firenze, 1646-47.

[2] Forse è la parte mancante Dell’Arcano del Mare conservato nella biblioteca francescana.

[3] R. Dudley, op. cit., vol. III, Libro V; cap. V.

[4] J. T. Leader, Vita di Robert Dudley, Firenze, 1895, p. 134.

[5] S. e F. Zavatti, L’Arcano del Mare di Robert Dudley, in “L’Universo”, anno LIII, n. 4, Firenze, 1973, p. 695.

[6] R. Dudley, op. cit., vol. III, Libro V.

 [7] R. Dudley, op. cit., vol. IV, Libro VI.

[8] L. Caracusi, Tra enciclopedismo e cartografia: Coronelli e Dudley, in La cartografia europea tra il XVI ed il XVIII secolo, Palermo 1984, p. 70.

[9] R. Dudley, L’Arcano del Mare, Firenze, 1661.

[10] R. Dudley, op. cit., vol. I, Libro I.

[11] S. e F. Zavatti, op. cit., p. 697.

[12] Probabilmente la dedica alla Serenissima Repubblica di Venezia è dovuta all’alleanza tra Venezia, Toscana, Stato della Chiesa, Francia e Spagna nel periodo della guerra che termina con la perdita di Candia nel 1667.

 


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